08 Luglio 2007

It's the end of the world as we know it


Dalle parti di Nostalgiaplatz
fanno i fuochi artificiali
fino all'alba, con musica jazz
e una lascrima dietro gli occhiali.

Erano notti e giorni,
erano un anno fa.
Ora mi giro e guardo
il sole appannato e spento.

Era un profumo intenso,
un nuovo colore che andava
su e giù per la mia testa,
davanti alla finestra.



Suonerò. Solo play,
solo per dirti che
l'alba ti renderà
meno arrendevole.

Di strada ce n'è, percorsa
in lungo e in largo.
Da quando sei apparsa,
l'amore non è in letargo.



Strapperò a morsi le paure tristi
perché voglio sapere che tu esisti.

Avevo un pezzo di me, da darti,
dentro le nostre notti strane.
Anelim esisteva davvero
e aveva un posto nel mio cuore
che nessun altro aveva conosciuto.
E ti prendevo per mano, già,
e ti parlavo di posti incantevoli
in cui fuggire insieme nel sogno,
in cui credere in noi, per davvero.

Avevo un pezzo di me, da darti,
avevo un pezzo di mondo per te.
Anelim mi conquistava davvero
e tutto il mondo lo sa.
Occhi lucidi che continuavo a sognare
nelle mie notti senza dormire,
luci leggere da regalare
alla tua anima, senza abbagliarla.

E tu avevi una tela, una tela corrosa
dalle illusioni di sempre
e non avevi colori da usare,
non avevi un respiro da farti prestare.
E tu avevi una stella nel cuore
senza nemmeno saperlo,
che ti faceva brillare fin qui...


(credits: io, circa un anno fa)
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