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| These sunless afternoons I can't find myself | |
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La fotoLa foto in alto rappresenta Praga come l'ho vista nell'estate 2004. Per la realizzazione del collage bisogna ringraziare Yara.
Eccomi![]() Tutto ciò che è scritto o fotografato è stato "fatto" da me, a meno che non vi sia scritto qualcosa di diverso. ![]() Ringrazio tutte le persone che sono state al mio fianco nella vita. Niente si dimentica, ma tutto scorre. Eppure il tempo si vorrebbe fermare. Sono vicino a coloro che hanno voluto capire. Ascoltare. A coloro che non si sono fermati alla prima parola. Alla prima idea. Al primo ostacolo. Mi circondo di coloro che danno e non prendono soltanto. Di coloro che mi ascoltano quando credono che qualcosa non vada. Che mi cercano quando qualcosa non va a loro. Che condividono con me il silenzio della musica, della poesia e del vento quando qualcosa non va. Dany ha saputo essere tutto questo, e anche altro, e la nostra attuale amicizia ne è un segno indelebile. La fotografia è la portaLa fotografia è la porta per entrare nell'anima di qualcuno.
Quando fotografi una persona entri nel suo mondo interiore, sia che si metta in posa, sia che tu la colga in azione. Al di là delle occasioni banali, della foto ricordo o della foto per lavoro, chi si lascia fotografare ti accoglie tra i suoi pensieri, ti fa scorgere i suoi sogni, ti ammette a scoprire i suoi progetti, ti mostra il suo cammino. Bisogna che vi sia coinvolgimento non superficiale, desiderio di condividere, anche solo per un brevissimo tratto, un viaggio mentale. Perciò, fotografare è difficile, ma ancor più lo è il lasciarsi fotografare. Perciò, molte persone scelgono il loro fotografo e molte altre provano istintivo rifiuto davanti all'obbiettivo puntato su di loro. Ognuno di noi ha un qualche muro, una qualche protezione consolidata dal tempo, e non tutti possono spezzarla con un semplice scatto. Dentro una stampa c'è l'anima del soggetto. E' invisibile, ma al fotografo è stato dato accesso. Amo1. Capire gli altri. Le piccole cose. Le grandi speranze. Le dolci melodie. Le lievi poesie.
2. SCRIVERE. Milano. Parmareggio. Vedere oltre i muri. Cavalcare i miei sogni. Sentirmi vicino. Sentire le voci lontane. 3. La notte. Gli odori dei prati. I boschi innevati. La luna che dorme. La forma dell'aurora. 4. FOTOGRAFARE. Le luci sulle stampe. Le ombre ricreate. I primi piani leggeri. Scrivere i colori. 5. Night swimming. Le onde del mare. La musica che emoziona. I REM sopra a tutto. Fumare in silenzio. Guidare di notte. Odio1. Se amare è lecito, odiare non lo è
2. 3. 4. 5. Nessuno tocchi CainoVisiteImmergiamoci![]() ![]() ![]() ![]() ![]() La fotografiaOgni secondo, in qualche parte del mondo qualcuno fa uno scatto e fissa qualcosa perché lui, o lei, sono affascinati da una certa luce, da un volto, da un gesto, da un panorama, o da un'atmosfera, o semplicemente perché una situazione doveva essere fissata.
Gli oggetti della fotografia, questo è evidente, sono innumerevoli. Ogni secondo li moltiplica di nuovo all'infinito. Ogni istante del fotografare, in qualche parte del mondo, è però unico e incomparabile. Il tempo, il tempo inarrestabile, ne è un garante. (Wim Wenders) Francia del Nord 2007Credo alla parolaCredo alla parola che si ascolta e che si dice, ai racconti che ci si fa in cucina, a letto, per le strade, al lavoro, quando si vuole essere onesti ed essere davvero capiti.
(Marco Pannella) Questo è il mio giro di vento"Come un faro illumino la strada del ritorno"
| 01 Settembre 2007
The dream comes true![]() Da Oia (click to enlarge) Quando la luna bacia il mare, quando la luna lascia andare tutta la luce che ha nel cuore. E' un posto in cui la notte non muore. Anelim e il suo sorriso più bello tra chiese chiuse sul golfo. Trenta minuti da un tramonto all'altro, trenta pensieri di pace, vedo uno sguardo attraverso il blu. E l'aria libera i nostri capelli mentre ci rubano i cappelli. Strade strettissime come acquarelli. Quando la luna bacia le labbra del mare, fotografie da non sciogliere, ai bordi d'acqua di notte. Il sole brucia i vestiti, i muli sorridono e non si stancano. L'aereo scivola vicino all'acqua. E' un posto in cui la notte non muore, le porte blu ci colorano gli occhi. Sconfinamenti per l'infinito. 15 Luglio 2007
L'alba08 Luglio 2007
It's the end of the world as we know itDalle parti di Nostalgiaplatz fanno i fuochi artificiali fino all'alba, con musica jazz e una lascrima dietro gli occhiali. Erano notti e giorni, erano un anno fa. Ora mi giro e guardo il sole appannato e spento. Era un profumo intenso, un nuovo colore che andava su e giù per la mia testa, davanti alla finestra. Suonerò. Solo play, solo per dirti che l'alba ti renderà meno arrendevole. Di strada ce n'è, percorsa in lungo e in largo. Da quando sei apparsa, l'amore non è in letargo. Strapperò a morsi le paure tristi perché voglio sapere che tu esisti. Avevo un pezzo di me, da darti, dentro le nostre notti strane. Anelim esisteva davvero e aveva un posto nel mio cuore che nessun altro aveva conosciuto. E ti prendevo per mano, già, e ti parlavo di posti incantevoli in cui fuggire insieme nel sogno, in cui credere in noi, per davvero. Avevo un pezzo di me, da darti, avevo un pezzo di mondo per te. Anelim mi conquistava davvero e tutto il mondo lo sa. Occhi lucidi che continuavo a sognare nelle mie notti senza dormire, luci leggere da regalare alla tua anima, senza abbagliarla. E tu avevi una tela, una tela corrosa dalle illusioni di sempre e non avevi colori da usare, non avevi un respiro da farti prestare. E tu avevi una stella nel cuore senza nemmeno saperlo, che ti faceva brillare fin qui... (credits: io, circa un anno fa) 07 Luglio 2007
21 Giugno 2007
11 Giugno 2007
31 Maggio 2007
![]() click to enlarge Chiodi su chiodi, su nodi che non si sciolgono mai. Chiodi su chiodi, e modi di essere come sei. Luci che si confondevano con il tramonto più bello, luci che avevo davanti anche senza vederti mai. Cercare un cuore gemello, chiamarti la mia vita, ora che c'è una ferita, ora che scorrono lacrime qui e lì. Chiodi su chiodi, su mille parole spese perché ci si crede davvero, posti fantastici dove scappare, la parola "ti amo" affidata a un pensiero. Luci che si mischiavano con i riflessi sul mare in Bretagna, e il tuo sorriso soltanto pensato quando vederti era solo il mio sogno. Luci che un po' tremavano davanti all'amore che nasce da solo, luci che piangono, adesso, abbracciandoci mentre dal volo cadiamo sul mare infinito, mentre quest'aria finita ci assale e non ci fa respirare e ci colpisce più a fondo. Chiodi su chiodi, su mille parole chiare perché ci si crede davvero, per dire "ti amo" ci basta un autunno, per sempre ci basta un pensiero. Una canzone per rompere il buio, la luce spenta per il silenzio. Lo sfondo nero di un grave peccato, tre ore e niente, niente è passato. Una capanna ed un letto per due, e acque che scorrono sulle parole. Siamo una statua stregata dal sole, siamo una cosa soltanto, anche in due. Luci che si schiariscono, colori che non sbiadiscono. La mano che non affonda, la mano che affonda subito. Chiodi su chiodi, su mille parole limpide se ci si crede davvero. C'era una scia, poi è stata una schiera di sogni da realizzare con te. Luci che rabbrividiscono davanti all'amore vero, il sole può spegnersi, sai?, se gli si ruba il segreto. Bagliori che ci confondono, che ci fan stare male, tu luna innamorata, tu stella incatenata. Luci che fanno forza, luci che stanno ferme e noi nella tempesta, e tu davanti alla tua finestra. Fessure intatte, su mille parole chiare se ci si crede davvero. Posti fantastici dove "ti amo" è un brivido dentro il nostro pensiero. 20 Maggio 2007
Due parole
12 Maggio 2007
Chiodi a macchie![]() cow parade a Milano (click to enlarge) tu scrivimi raccontami fammi vedere il mondo un po' con gli occhi tuoi, tu scrivimi e pensami fammi restare un poco in fondo agli occhi tuoi. Chiodi con la febbre si staccano da soli, modi di sognare e di staccarsi in volo. Chiodi che si assentano e disegnano un'alba nuova intorno alla città. Carte da rimescolare o da riordinare? Starsene in disparte oppure rimediare? Il cielo è qui, e che sia blu o del colore della notte più intrigante, è solo lui a scrivere, escludere o fare fermare qui il presente. Chiodi di paura si staccano da soli e scrivono poesia meravigliose in volo. Chiodi di certezze e di dimenticanze, modi di scoprirsi senza veli e più sicuri. Adesso via i chiodi, adesso via le macchie. Le ferite andate sono perse nel tramonto. Il cielo è qui e che sia blu o senza sole, nero o ghiaccio, ci sei tu. E stare qui è tutto ciò che uno sognerebbe senza dirlo mai. credits: Luca Carboni, "Le parole" 19 Aprile 2007
C'eran due stelle e una luna, e una foto
C'era un aereo per Londra a aspettarci 08 Aprile 2007
![]() click to enlarge La lacrima sugli occhi scende con il vento. Aspetto che si blocchi ma il fuoco è troppo lento. Le voci si rincorrono, forse è più normale se restano leggere, così non fanno male. Ma le emozioni intense non cadono nel vuoto, non lasciano uno spazio per una fuga ignota. Le lacrime che vedo in te quando respiri le raccoglierei in un bacio per non fartele sentire. E c'è un profumo nuovo ogni giorno, buono come la prima sera che toccavo la tua mano. E il tuo sorriso empatico, i tuoi occhi chiusi, i colori dell'inverno (il nostro inverno) qui diffusi. Adesso scende il giorno, adesso dormirai. Entro dolcemente in ciò che sognerai. Entri lentamente nei sogni che farò, in quelli ad occhi aperti ci sei già da un po'. 01 Aprile 2007
27 Marzo 2007
E' sera,
è il vento della primavera, le luci ed i passanti, e i miei passi lenti. E' sera, è il Duomo che ha quei colori, il suo dolore è bianco. La sera mi sta a fianco. Una stella bianca un po' diversa, una giacca chiara che attraversa e corre senza che la veda, e corre perché la riveda. Un abbraccio caldo mi cattura, come quando passa la paura. Un abbraccio e un altro, un altro ancora, finché questa notte ci divora. E' sera, è Milano e scorre via, brucia di malinconia. E' una strada che sa di magia. E' sera, è il vento che c'è a primavera, è la voce che mi cattura come quando passa la paura. 24 Marzo 2007
Adesso
ADESSO guardami, la voce non mi trema quasi più. L'angelo è caduto, anche per lui la notte era così blu. Non parlerò di sogni, né di città lontane a cui aspirare. Il vento freddo non è più poesia, se guardo strade che non parlano e non so quale attraversare. Il buio è di una stella che va via ed una Guinness tiene compagnia ruotando nella mano come un giogo. Il Duomo è così pallido che quasi quasi potrei scagliargli indietro un foglio per dimenticarmi quelle frasi. Le ali non si spezzano se restano legate a doppio filo come angelicate. Ma adesso sono un po' piegate come se le stelle di tutto il cielo cadendo le avessero sgretolate. Il vento freddo non è più poesia, se parlo con le strade che so a memoria e neanche questo fa da anestesia. Ed una porta chiusa dietro di me, le scale che si scendono da sole. Verrebbe voglia di aspettare giù fin quando sorgerà di nuovo il sole. Profumo di dolore avevo accanto, e tutto quello che per me era dettato solo dall'incanto andava a naufragare in un perché difficile da rendere con gli occhi e da dimostrare. Silenzio intorno, niente musica. La voce non mi torna quasi più. Nel vortice delle parole in blu mi chiedo a cosa serva una corazza se a indossarla è una ragazza per cui darei la vita e anche di più. Adesso ADESSO guardami, e dimmi se oltre il fuoco e la ferita e il graffio e il segno di una finestra chiusa e di un quarto di luna, se oltre la tua porta che si chiude, se oltre un angelo che quasi cade percepisci un'altra spiegazione, il segno di una cura inconfondibile. Adesso ascolta il senso (per come possono parlarsi cuori infranti) e guarda qui, al mio amore immenso e alla mia necessità di amarti sempre meglio... 09 Marzo 2007
Il suono dell'acqua
la voce delle piante finalmente con te come volevo e aspettavo da tempo perché quello è il mio rifugio da anni e da mesi anche tuo e da ieri è anche nostro finalmente come volevo e aspettavo da tempo. 03 Marzo 2007
![]() click to enlarge (Il sole. Senza che lo si veda, c'è. C'è sempre. E la sua magia è la tavolozza che riesce a depositare su ogni materiale, su ogni distesa di cielo e di terra...). Under construction 26 Febbraio 2007
Noi, Milano Manifesto di eVeline (click to read) E perdersi tra le dune del deserto, tra le onde in mare aperto anche dentro questa città e sentire che tutto si può perdonare, che tutto è sempre uguale cioè che tutto può cambiare. ... Sembra quasi la felicità, sembra quasi l'anima che va, il sogno che si mischia alla realtà. Puoi scambiarla per tristezza ma è solo l'anima che sa che anche il dolore servirà. E si ferma un attimo a consolare il pianto di un amore ferito che non vuole morire mai. Milano, sugli specchi di polvere, dai tram è scura e rovinata, in bianco e nero. Fa buio molto presto dove c'erano prati, dove la nebbia rischiarava gli olmi. Milano, sui giornali di fine Ottocento, è di seppia, è più piccola. Registra la 'mala', i primi treni, i primi fumi, Turati e il suo salotto socialista. Vetri sparsi in frantumi negli stabilimenti restano adesso, a uno sguardo distratto. Milano, senza molti complimenti, si nasconde nel retro del suo fango a dirotto. Ma questa è la città che ci ha visti insieme placare onde di fine deserto e solcare tempeste in mare aperto. E sì, il volo finiva ben altrove: sopra i tetti di Derry o sulle cime di Cavehill, su in Irlanda, o verso i fari di una terra lontana, tra gli amari giorni in cui la distanza pareva eterna. Eppure, la tua mano tenevo e tengo, senza mai temere che Milano tradisca il nostro dolce segreto. credits: Luca Carboni, "Malinconia" ![]() Naviglio a Milano (click to enlarge) Quanti giorni arresi al sole intorno, quello vero ed invisibile. E i ritorni sempre più vicini, quei contorni non si sfilano. E i sorrisi sulle labbra e i dolci tuoi risvegli qui davanti a me sono intrisi di emozioni e luci e bisbigli accarezzabili. Basta un sole a far dimenticare ottocento e più chilometri. Come labbra che si fanno amare, come il vento che va via da qui. 17 Febbraio 2007
04 Febbraio 2007
![]() Una sera, cercando tracce (click to enlarge) Una sera, cercando tracce, voci mute nella mente. Tre colori che so a memoria, ombre mute dentro un tram. Quattro mura che amo, quattro sogni che non bruciano. Ombre mute nell'attesa, l'orologio non si spegne. E questa è anche un po' per me, che passo dentro e fuori dalla mia città. E' anche un po' per me, che scrivo e vivo il sole che ti scalderà. E questa è anche un po' per la paura e per i nostri quattro mesi. E' per gli sguardi e per le sere nelle quali non ci siamo arresi. E questa è anche un po' per un bel sogno e per un viaggio a volte fragile. E' per la neve che ci sorrideva, per la notte che ci avvolgeva. E questa, sai, non è per ieri, ma è per oggi e anche per domani. Perché altrimenti cercar tracce? Per averle come talismani? Questa è tutta per noi due, è una rosa senza le spine. E' il mio sguardo che ti aspetta, sono le mie mani vicine. |